Venerdì, 06 Settembre 2013 16:19

Cunnutu? Ammìa??!!

E' la reazione del siciliano che si sente offeso. Che percepisce che qualcuno gli sta muovendo una critica. Ben lontana l'ipotesi che magari questa critica possa essere, anche minimamente, fondata, e quindi costruttiva. L'atteggiamento che ci è tipico, e che ci impedisce di crescere, di migliorare: prendere ogni critica come un'offesa, e ogni parere diverso dal nostro, come un oltraggio.

Al centro ancora l'aeroporto di Comiso, e le critiche giornalistiche di un editorialista de Il Fatto quotidiano, Daniele Martini, a Ryanair e alla nostra classe politica, che con la compagnia irlandese avrebbe fatto accordi non certo per l'interesse del territorio. Una l'espressione che ha sollevato le facebookiane reazioni di mezza provincia: quella che descrive la zona del Magliocco come "arretrata". Su questo aggettivo si è concentrata la rabbia esplosa sul social network, di tanti cittadini iblei, di vari genere, età, provenienza. E questa corale, aggressiva, reazione, fatta propria anche dalla Soaco e dall'amministrazione comunale di Comiso, che hanno minacciato querele, ci lascia un pò sorpresi. Ci richiama invero alla memoria la reazione del siciliano tipico, che guardandosi attorno, al solo immaginare che qualcuno possa prenderlo per cornuto, scatta in un moto di rabbia incontrollabile. Sarà fuoco sotto la cenere, sarà coda bagnata, adesso non importa. Il giornalista intanto diventa la persona peggiore del mondo, un non professionista, ignorante, subdolo, un assassino della nostra fama. Eppure "arretrata", è una parola che ci rimanda subito a "svantaggiata", oppure "non sviluppata", detto della Regione Sicilia che in quanto tale prende i fondi comunitari dell'Europa. Perchè nessuno si è mai ribellato a simili espressioni? Allora, a leggere bene l'articolo, non sembra che l'autore voglia prendersela con noi in quanto ragusani o comisani. E' chiaro che l'attacco è a Ryanair e ai politici locali, che hanno scelto di pagare profumatamente la compagnia aerea per garantirsene la presenza nello scalo ibleo. Cosa che però, spiega Martini, nella politica economica di Ryanair, porta alla fuga qualsiasi altra compagnia, e crea di fatto un monopolio e la chiusura dello scalo nel momento in cui nessuno sarà più in grado di coprire le spese da pagare alla compagnia. Quest'ultima, in sostanza, sarà l'unica ad averci guadagnato, mentre il territorio, i cittadini tutti, per il tramite di politica e istituzioni, si troveranno con un pugno di mosche, quindi ancora "arretrati". Lo scenario è triste, è chiaro. E speriamo tutti vivamente che il ragionamento sia infondato. Ma perchè offendersi di questo articolo come se contenesse attacchi personali nei nostri confronti? Uno che potrebbe sentirsi attaccato personalmente, a nostro parere, dovrebbe essere Pippo Di Giacomo, che proprio su Facebook ha detto di non voler rispondere all'articolo, perchè lontano dalla sua lunghezza d'onda. Di Giacomo che volle l'aeroporto da Sindaco decennale della città, e che lo difese da deputato regionale, annunciando con una lettera arrivata al di lui indirizzo, ancora semplice candidato all'Ars, un nuovo accordo con Ryanair e l'impegno con la compagnia aerea. Un fatto che lasciò sbalorditi i presenti alla conferenza stampa, perchè nessuno lesse quella lettera, sventolata come un trionfo personale dell'onorevole. Ecco, lui forse avrebbe dovuto rispondere all'articolo. Spiegando perchè aveva questi contatti personali con la direzione della compagnia, perchè effettivamente il turismo nella nostra zona resta al palo, perchè il suo Comune non sa come garantire la presenza dei vigili del fuoco nello scalo, per la precarissima condizione finanziaria (il Comune di Comiso è tra i più vicini al baratro), e semplicemente, perchè nella nostra provincia i più ricchi, è un dato di fatto, restano sempre i politici. Non gli artigiani, nè i commercianti, nè gli imprenditori del turismo, nè tantomeno gli agricoltori. Mentre tutte queste categorie di gente che lavora, continuano ad indignarsi per un'offesa che non dovrebbero, a nostro parere, leggere come rivolta a loro, ma che dovrebbero girare a chi fa le leggi e deve pianificare il vero sviluppo, i politici dovrebbero assumersi le loro responsabilità, e cominciare a dare risposte entrando nel merito delle questioni, senza ironia, senza falsa offesa, senza minacce, a quelle critiche che, se davvero siamo superiori, sappiamo leggere nel modo giusto, usandole per crescere. Anche perchè chi lavora, non può sentirsi arretrato, e chi sente di lavorare bene, non teme diffamazioni.

Ultima modifica Venerdì, 06 Settembre 2013 18:06

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